Chi investe su eToro deve dichiarare da solo plusvalenze, IVAFE e Quadro RW: eToro (Europe) Ltd. ha sede a Cipro e non agisce come sostituto d’imposta italiano, quindi non applica ritenute automatiche come farebbe una banca italiana. Nel 2026 le aliquote principali sono: 26% su plusvalenze da azioni, ETF ed ETF armonizzati e CFD, 12,5% su titoli di Stato esteri “white list”, 33% su criptovalute (con un’eccezione al 26% per le stablecoin ancorate all’euro), più lo 0,2% di IVAFE sul valore delle attività detenute all’estero. Il resto di questa guida spiega come si applicano in pratica, dove si dichiarano e i punti in cui la maggior parte degli investitori sbaglia.

In breve

  • Su eToro le tasse non vengono trattenute automaticamente: sei tu a doverle calcolare e dichiarare (regime dichiarativo).
  • Aliquote 2026: 26% su azioni, ETF e CFD; 12,5% su titoli di Stato white list; 33% su criptovalute (26% per le stablecoin in euro); 0,2% di IVAFE sul valore del conto estero.
  • Le plusvalenze da ETF armonizzati sono redditi di capitale e non sono mai compensabili con le minusvalenze.
  • Vanno compilati Quadro RT (plusvalenze), Quadro RW (monitoraggio) e il calcolo IVAFE.
  • Puoi calcolare gratis la tua imposta totale caricando l’estratto eToro; il PDF con i quadri pronti costa 49 € una tantum, contro i 150-300 € di un commercialista.

Perché su eToro le tasse le calcoli tu, non il broker

In Italia, quando investi tramite una banca o un intermediario con stabile organizzazione italiana (il cosiddetto “regime amministrato”), è l’intermediario a trattenere le imposte alla fonte e a versarle per te. Non è il tuo caso se investi con eToro: essendo un broker estero (con licenza cipriota), rientri nel regime dichiarativo. In pratica significa che:

  • Nessuno trattiene le tasse al posto tuo: i profitti arrivano lordi sul tuo conto.
  • Sei tu (o il tuo commercialista) a dover calcolare plusvalenze, compensare le minusvalenze e riportare tutto nella dichiarazione dei redditi.
  • Devi anche monitorare il conto estero ai fini del Quadro RW, indipendentemente dal fatto che tu debba o meno pagare imposte su di esso.

Questo è il motivo per cui, a differenza di chi investe solo su piattaforme italiane, chi usa eToro si trova davanti a un adempimento in più — ed è anche il motivo per cui esistono strumenti come il nostro simulatore fiscale per eToro, pensati apposta per chi non vuole (o non può) affrontare da solo tutta questa complessità.

Le aliquote aggiornate al 2026

Azioni, ETF e CFD: 26%

Le plusvalenze realizzate dalla vendita di azioni, ETF (anche armonizzati) e CFD rientrano nei “redditi diversi di natura finanziaria” e scontano l’imposta sostitutiva ordinaria del 26%. Si calcolano sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto (con metodo LIFO — ultimo entrato, primo uscito — per le posizioni frazionate nel tempo), convertita in euro al cambio del giorno dell’operazione.

Titoli di Stato esteri “white list”: 12,5%

Se investi in titoli di Stato di paesi in white list (quelli con cui l’Italia ha un adeguato scambio di informazioni fiscali), l’aliquota scende al 12,5%, come per i BTP italiani.

Criptovalute: 33% dal 2026 (26% per le stablecoin in euro)

Qui c’è la novità più rilevante degli ultimi mesi. Fino al 31 dicembre 2025, le plusvalenze da cripto-attività erano tassate al 26%, come gli altri redditi finanziari. Dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio ha portato l’aliquota generale al 33% per la maggior parte delle cripto-attività (Bitcoin, Ethereum e la generalità dei token). Fa eccezione un caso specifico: i token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro — le stablecoin ancorate all’euro conformi al regolamento MiCAR — per cui resta in vigore l’aliquota ridotta del 26%. Se operi anche in cripto su eToro, è un dettaglio da non sottovalutare: la differenza tra 26% e 33% su un anno di trading può pesare parecchio.

IVAFE: 0,2% sul valore dell’attività estera

Oltre alle imposte sulle plusvalenze, chi detiene strumenti finanziari su un broker estero come eToro deve versare l’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero): lo 0,2% (2 per mille) calcolato sul valore di fine anno o medio del conto, a seconda della tipologia di attività. È dovuta anche se non hai realizzato alcuna plusvalenza nell’anno — è un’imposta patrimoniale, non sul reddito.

L’asimmetria degli ETF armonizzati che quasi nessuno conosce

Uno dei punti in cui commettere errori è più facile — e in cui molte guide generaliste sorvolano — riguarda gli ETF armonizzati (quelli conformi alla normativa UCITS, la maggior parte di quelli quotati in Europa). Le loro plusvalenze non sono classificate come “redditi diversi” come per le azioni, ma come redditi di capitale. La differenza non è solo terminologica: significa che le plusvalenze da ETF armonizzati non possono mai essere compensate con minusvalenze pregresse (né le une con le altre in senso inverso). Chi calcola le tasse “a occhio” sommando tutto insieme rischia di dichiarare — e versare — un importo sbagliato, spesso a proprio svantaggio se dimentica di applicare questa regola, ma talvolta anche a proprio danno nella direzione opposta se applica una compensazione non consentita.

Quadro RT, Quadro RW e IVAFE: cosa va compilato dove

Nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, o quadro equivalente nel 730), un investitore eToro tipicamente compila:

  • Quadro RT — le plusvalenze realizzate nell’anno, sezione per sezione a seconda della categoria (azioni/ETF, CFD, cripto).
  • Quadro RW — il monitoraggio fiscale del conto estero: quanto hai detenuto, dove, e per quanto tempo nell’anno. È dovuto anche solo per il fatto di avere il conto, a prescindere da guadagni o perdite.
  • IVAFE, liquidata proprio a partire dai dati del Quadro RW.

Ognuno di questi quadri ha le sue caselle, i suoi codici identificativi e le sue regole di calcolo — ed è qui che nasce la maggior parte della confusione, e la ragione per cui un commercialista che se ne occupa da zero chiede facilmente 150-300 € solo per la parte estera.

Perché è facile sbagliare i calcoli

Anche chi mastica un minimo di fiscalità fatica su alcuni aspetti tecnici specifici del trading estero:

  • Metodo LIFO per determinare quale lotto di azioni/ETF si sta vendendo, quando sono stati acquistati in momenti diversi a prezzi diversi.
  • Compensazione delle minusvalenze, utilizzabile entro i 4 anni successivi a quello in cui sono state realizzate — e solo entro categorie omogenee (vedi il caso degli ETF armonizzati sopra).
  • Conversione in euro di ogni singola operazione al cambio storico del giorno, non al cambio di fine anno.
  • Distinzione tra le diverse categorie (azioni, CFD, cripto, titoli di Stato), ciascuna con aliquota e trattamento proprio.

Un errore in uno di questi punti può tradursi in un’imposta dichiarata (e versata) sbagliata — e in caso di controllo, in sanzioni che partono da lì.

Come calcolare le tue tasse eToro in 2 minuti

Proprio per gestire questa complessità senza dover imparare tutte queste regole a memoria, abbiamo costruito un simulatore che fa il lavoro al posto tuo: carichi l’estratto conto XLSX che scarichi direttamente da eToro, e in pochi secondi ottieni gratuitamente l’imposta totale dovuta su plusvalenze, IVAFE e Quadro RW, calcolata con le aliquote 2026 aggiornate (incluse le asimmetrie come quella degli ETF armonizzati). Se poi vuoi il PDF con i quadri già pronti da copiare in dichiarazione — o da consegnare al tuo commercialista, per fargli risparmiare ore di lavoro — lo sblocchi con un pagamento unico di 49 €, contro i 150-300 € tipici di una consulenza dedicata alla parte estera.

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Il file non viene mai salvato sui nostri server: viene elaborato in memoria e scartato subito dopo. Trovi tutti i dettagli su come funziona, cosa include il report completo e le domande frequenti nella pagina dedicata al calcolo fiscale per investimenti e trading.

Domande frequenti

Quanto si paga di tasse su eToro nel 2026?
Dipende da cosa hai in portafoglio: 26% su plusvalenze da azioni, ETF e CFD; 12,5% su titoli di Stato white list; 33% su criptovalute (26% per le stablecoin in euro); più lo 0,2% di IVAFE sul valore del conto. Non esiste un’aliquota unica valida per tutti i casi.

eToro trattiene le tasse automaticamente?
No. eToro (Europe) Ltd. ha sede a Cipro e non è un sostituto d’imposta italiano: i profitti arrivano lordi, e sei tu a doverli dichiarare nella tua dichiarazione dei redditi.

Devo compilare il Quadro RW anche se non ho guadagnato nulla?
Sì. Il Quadro RW serve al monitoraggio fiscale del conto estero, non solo a dichiarare i redditi: va compilato per il solo fatto di detenere il conto, indipendentemente dal risultato dell’anno.

Le minusvalenze si possono sempre compensare con le plusvalenze?
No. Valgono entro 4 anni e solo tra categorie omogenee — e le plusvalenze da ETF armonizzati (redditi di capitale) non sono mai compensabili con le minusvalenze, a differenza di azioni e CFD.

Serve comunque un commercialista?
Non necessariamente per il calcolo: uno strumento dedicato può fornirti i valori esatti da inserire in dichiarazione. Resta comunque buona norma far verificare il risultato finale da un professionista abilitato prima dell’invio, specialmente in presenza di casi non standard.


Questo articolo ha finalità informativa e non costituisce consulenza fiscale. Le aliquote e le regole citate sono aggiornate al 2026 secondo la normativa vigente al momento della pubblicazione; verifica sempre la tua situazione con un commercialista o intermediario abilitato prima di presentare la dichiarazione.

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Prodotto educativo/organizzativo. Non è consulenza finanziaria.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono in alcun modo una consulenza finanziaria, legale o di investimento.

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