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Se investi su eToro (magari con un’ottica medio-lungo termine), prima o poi ti capita questa situazione: l’estratto conto di fine mese sembra positivo, ma la performance mensile “pubblica” nelle statistiche risulta leggermente negativa.

Non è un bug e non è magia: è semplicemente un tema di come eToro calcola i costi e come misura la performance in due sezioni diverse. In questa guida ti spiego tutto in modo pratico, con esempi reali e checklist finale.

Quali sono i costi su eToro (davvero)

Partiamo dal punto centrale: su eToro non esiste un singolo costo. Esistono più “categorie” di costi e il tuo rendimento finale dipende da: quale strumento usi (azioni, ETF, crypto, CFD), quanto spesso fai operazioni e quanto tieni aperte le posizioni.

I principali costi da conoscere

  • Commissioni su azioni: in alcuni casi c’è una commissione fissa in apertura/chiusura della posizione.
  • ETF: in genere su eToro sono a zero commissioni (ma attenzione agli altri costi indiretti).
  • Spread: la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita (c’è sempre, ed è un costo reale).
  • Overnight / Financing: costo giornaliero quando operi in CFD o con leva e mantieni la posizione aperta.
  • Fee crypto: spesso c’è una commissione esplicita (oltre allo spread).
  • Conversione valuta: se compri asset non denominati nella valuta del tuo account può esserci conversione.
  • Prelievo / inattività: costi non legati al trading, ma al conto.

La regola pratica è questa: più fai trading “veloce”, più pesano commissioni + spread + overnight.
più fai investimento “lento”, più pesano spread + conversioni + costi del prodotto (TER degli ETF).


Azioni ed ETF: quando paghi e quando no

Qui c’è la differenza più importante per chi investe in ottica “portafoglio”.

Azioni singole: la commissione fissa può pesare

Su eToro può esserci una commissione fissa quando apri e quando chiudi una posizione su singole azioni (ad esempio $1 o $2 per lato, a seconda del Paese e della borsa). Questo significa che un’operazione completa (apertura + chiusura) può costarti $2–$4 solo di fee.

Il problema non è “il dollaro” in sé: è che è un costo fisso e quindi pesa tantissimo sulle operazioni piccole e frequenti. Se fai 10 trade al mese, quei costi diventano una zavorra.

ETF: spesso “zero commission”, quindi più adatti al medio-lungo

Gli ETF su eToro sono spesso indicati come commission-free. Questo è uno dei motivi per cui molti investitori che puntano alla crescita nel tempo preferiscono costruire un portafoglio basato su ETF invece di fare molte rotazioni su singole azioni.

👉 Se ti interessa un approccio da “piccole somme e crescita graduale”, ti consiglio anche questo articolo: Come investire 100€ al mese: strategie pratiche (anche con ETF).


CFD, leva e overnight fee: il costo “silenzioso”

Qui molti sbagliano: provano ad “ammortizzare” la commissione fissa usando leva… e finiscono per pagare ancora di più.

Quando scattano i costi overnight

Se la tua posizione è un CFD (oppure stai usando leva o short), eToro applica spesso un costo giornaliero (financing/overnight). In ottica medio-lungo, questo costo può “mangiare” parte del rendimento mese dopo mese.

✅ Regola d’oro per investimento: se vuoi ridurre costi e dormire tranquillo, scegli strumenti in modalità investimento reale (senza leva).

Se invece ti piace il mondo trading/CFD e vuoi capire un confronto più ampio tra piattaforme, qui trovi un articolo collegato: Copy Trading su XM vs eToro: differenze, costi e quale conviene.


Criptovalute: commissioni e spread

Sulle crypto, eToro applica spesso una commissione esplicita (oltre allo spread). Questo rende le crypto su broker/generalisti comode per chi inizia, ma non sempre “le più economiche” per chi fa operazioni frequenti.

Se invece vuoi approfondire il lato crypto con focus su strumenti dedicati, puoi leggere: Binance: guida per iniziare + bonus (per principianti) oppure (tema fiscale super importante in Italia): Binance Tax: come funziona e perché può salvarti la dichiarazione.


Estratto conto eToro: realizzato vs non realizzato (la parte che cambia tutto)

Qui arriviamo al cuore della confusione. Nell’estratto conto eToro troverai spesso due blocchi distinti:

  • Risultato REALIZZATO: include le posizioni chiuse, i dividendi incassati e i costi già “pagati”.
  • Risultato NON REALIZZATO: include le posizioni aperte e il loro profit/loss attuale, che cambia ogni giorno.

✅ Esempio pratico: puoi aver chiuso alcune operazioni in profitto (realizzato positivo), ma avere posizioni ancora aperte che a fine mese sono leggermente sotto. In quel caso, l’estratto conto potrebbe mostrarti un “netto” positivo sulle chiuse, mentre le statistiche pubbliche possono risultare negative.

Se vuoi seguire il mio percorso eToro e vedere come ragiono sull’allocazione del portafoglio nel tempo, ti lascio anche due aggiornamenti interni:


Perché le statistiche possono risultare negative anche se hai “guadagnato”

La performance che vedi nelle Statistiche (mese per mese) può non coincidere con il “risultato” che ti sembra di vedere nell’estratto conto per tre motivi principali:

1) Le statistiche guardano l’equity totale (anche posizioni aperte)

La performance mensile è spesso legata al valore complessivo del portafoglio, cioè cash + posizioni aperte. Quindi basta un calo delle posizioni aperte negli ultimi giorni del mese per rendere il mese leggermente negativo.

2) Depositi e prelievi “sporcano” i calcoli se li leggi male

Se durante il mese hai fatto un deposito, può sembrarti che il saldo finale sia cresciuto “tantissimo”, ma una parte è capitale nuovo, non rendimento.

3) eToro usa logiche di performance che non sono un “semplice profitto / capitale iniziale”

Molte piattaforme mostrano performance con logiche simili al Time-Weighted Return (TWR): una metrica che prova a misurare la performance del portafoglio “pulita” dall’effetto depositi/prelievi. Risultato? Può uscire una % diversa da quella che calcoli tu a mano.

👉 Morale: estratto conto = contabilità delle operazioni
statistiche = andamento del portafoglio nel tempo


Come calcolare la tua % reale del mese (senza confusione)

Se vuoi una % mensile chiara e onesta, fai così:

  1. Prendi il capitale iniziale del mese (equity iniziale o valore portafoglio iniziale).
  2. Somma i profitti realizzati netti (posizioni chiuse + dividendi – costi).
  3. Considera separatamente l’unrealized (posizioni aperte), perché non è incassato.

In pratica, fai due misure:

  • Performance realizzata (quella “incassata”) → utile per capire se il tuo stile operativo sta funzionando.
  • Performance totale (realizzato + non realizzato) → utile per vedere il valore vero del portafoglio in quel momento.

Strategie pratiche per ridurre costi e migliorare il rendimento netto

Strategia 1: meno operazioni, più qualità

Se paghi commissioni fisse su azioni, la soluzione più semplice è: ridurre il numero di aperture/chiusure. Nel medio-lungo la differenza la fa la disciplina, non l’iperattività.

Strategia 2: ETF “core” per abbattere commissioni e rumore

Se il tuo obiettivo è costruire un portafoglio che cresca nel tempo, spesso gli ETF sono più efficienti: niente stress da stock-picking quotidiano e meno costi fissi.

Strategia 3: evita la leva se non fai trading “vero” (e non sei costante)

La leva non è un trucco per risparmiare: è uno strumento che amplifica rischio e spesso introduce costi giornalieri. Perfetta per trader preparati, pessima per chi vuole solo investire.

Strategia 4: controlla sempre “che tipo di posizione” stai aprendo

Prima di confermare un’operazione, verifica:

  • È un investimento reale o un CFD?
  • Sto usando leva?
  • Ci sono costi overnight?
  • Quanto spread sto pagando?

E se vuoi vedere un confronto “in stile broker” (spread/commissioni/swap), qui trovi una guida ampia: AvaTrade recensione: costi, piattaforme e confronto con XM/eToro.


FAQ: domande frequenti su costi e statistiche eToro

Perché pago $1 in apertura e $1 in chiusura?

In alcune condizioni (Paese e borsa) eToro applica una commissione fissa sulle azioni. È un costo che pesa soprattutto su operazioni piccole e frequenti.

Gli ETF su eToro hanno davvero zero commissioni?

Spesso sì, ma “zero commissioni” non significa zero costi: resta lo spread e resta il costo del prodotto (TER dell’ETF).

Se il mese è negativo nelle statistiche significa che ho perso soldi?

Non sempre. Puoi avere posizioni chiuse in profitto, ma posizioni aperte che a fine mese sono in rosso. Le statistiche guardano il valore totale del portafoglio, non solo quello che hai chiuso.

Qual è il numero più affidabile: estratto conto o performance mensile?

Dipende da cosa vuoi misurare: estratto conto = contabilità delle operazioni chiuse e dei costi pagati, statistiche = andamento complessivo del portafoglio nel tempo.

Qual è il modo migliore per investire su eToro senza farsi mangiare dai costi?

Se il tuo obiettivo è medio-lungo termine: meno operazioni, strumenti efficienti (ETF), leva solo se sai cosa stai facendo e attenzione a spread/financing.


Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Investire comporta rischi: fai sempre le tue valutazioni in base a obiettivi, orizzonte temporale e tolleranza al rischio.